Un ricordo è spesso la trasposizione di un sogno, edulcora il passato e lo rende simile a ciò che ci sarebbe piaciuto accadesse.
Non è stato così il ricordo di Paolo Ettorre che ieri la sua agenzia ha messo in scena per lui al Maxxi di Roma: tutto coincideva tra il ricordo raccontato da colleghi, amici, clienti e quello che molti dei presenti hanno conservato nell’intimo delle proprie memorie.
Un uomo aperto, solare, gigione, forte, appassionato, gentile, generoso, a volte anche difficile, testardo, esigente ai limiti dell’umana accettazione. Ma unico. Quella unicità che ha permesso, a chi ha avuto l’opportunità di condividere con lui dei momenti di vita, di accettare tutto di lui, di condividere la sua visione che è diventata la nostra, di comprendere senza fatica le lezioni che ci ha dato pur senza salire in cattedra.
Alcuni di noi l’hanno davvero visto seduto in cattedra, seguendo i suoi interventi al Centrostudi Cogno Associati, la fucina creata da Enrico Cogno e Margherita Bruno, ed hanno avuto l’occasione di apprezzare dal vivo lo stile Ettorre; alcuni sono stati da lui selezionati per entrare nel mondo del lavoro e dopo vent’anni sono ancora nella sua agenzia; altri sono stati da lui scartati per essere spronati a fare di più nella vita e l’hanno ritrovato, senza mai averlo davvero perso, nei percorsi professionali della vita. Tutti l’hanno amato, incondizionatamente, anche quando ci ha fatto soffrire.
Paolo era un uomo di potere. Al suo ultimo saluto e al ricordo di ieri il Potere era in prima fila a testimoniare un ringraziamento sentito e sincero. Ma Paolo non ha mai usato il suo potere se non per costringere la sua agenzia, i suoi creativi, i suoi amici, i suoi contatti istituzionali, i suoi clienti più importanti a condividere con lui la sua passione per il sociale, per le buone cause. La mostra allestita al Maxxi racconta vent’anni di campagne sociali, dove Paolo Ettorre ha condiviso la visione di un mondo senza mine, senza pellicce, con maggiore rispetto per le donne, con maggiori aiuti per chi opera nel volontariato e nell’assistenza a coloro che non hanno avuto le nostre stesse fortune nella vita. E questa visione è diventata la prima borsa di studio dedicata a Paolo Ettorre – Socially Correct - rivolta alle nuove generazioni della comunicazione italiana.
Paolo ci ha lasciato il 20 di gennaio di quest’anno, all’improvviso, colpendo il nostro stomaco con un calcio violento e doloroso. Ci ha fatto soffrire e ci ha costretto a frugare dentro di noi per raccogliere tutto quello che ricordavamo di lui. E certamente molti di noi hanno trovato del buono al proprio interno, cercando Paolo Ettorre.
Roberto Nisio
(ex-allievo Master Biennale in Comunicazione, Marketing e Tecnica Pubblicitaria, A.A. 1988-89, attuale Direttore ASSOSNAI)
20/09/2007 - NewsAdvertising - kania.anetta