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IL MANAGER MANCINO

Il 25 giugno alla Libreria Croce si è tenuto un reading sull'ultimo testo di uno dei più innovativi formatori, il genovese (milanese di adozione) Alessandro Chelo, che da anni presenta al management delle organizzazioni italiane i suoi concetti di leadership dal volto umano, senza nessuna vergogna nel parlare, in mezzo ai manuali sulla qualità e alle schede tecniche sulla conformità delle prestazioni, di amore, di passione, di abilità nell"individuare il talento che sonnecchia in tutti noi.

Il libro è snello, molto godibile, con una prima parte dedicata alla storia di un’azienda famigliare (di fantasia, ma molto credibile) raccontata come se fosse una favola, ed una seconda parte più teorica, ma non certo accademica, anche questa amabile ed utile. I concetti vincenti suonano strani solo agli occhi di chi (e sono tanti) vede la leadership come un dono e non, come sostiene Chelo, una scelta. I principi sono semplici e di una forza dirompente: si basano sull’abolizione del concetto tanto comune, del tipo "A furia di prediche, gli altri diventano come noi vogliamo”, sostituti da frasi del tipo  “Le persone fanno quello che possono, ed è già tanto!”, “Bisogna essere delle brave persone”, “Una prestazione, per essere classificata eccellente, deve far stare meglio le persone”, condite da aneddoti su come si risolvono i problemi facendo raccontare le cose come se fossimo nei panni dell’altro. Insomma: autorevolezza, non autoritarismo, rispetto, benessere.

Una nota sul titolo si impone: perché il Manager Mancino? Il tutto nasce dall’analisi del modo di giocare al pallone di Maradona, il più grande attaccante al mondo che usava solo il piede sinistro per le sue grandi azioni. Afferma Chelo che se il talent scout che scopri Diego Armando, Cornejo, avesse insistito nel migliorare le prestazioni del piede debole, il destro, come avrebbero fatto tutti gli allenatori, probabilmente avremmo avuto solo un bravo giocatore in più, ma non certo il massimo dei campioni. Il manager mancino è pertanto quello che  individua le competenze forti nei suoi collaboratori e le coltiva. Il motto guida di Alessandro Chelo è semplice ed affascinante: non cercare persone di talento, ma cercare il talento delle persone.

 A. Chelo IL MANAGER MANCINO Sperling & Kupfer  € 13,00

26/06/2008 - NewsEditoria - kania.anetta

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