Home / Studenti / FAQ per l'Orientamento

FAQ per l'Orientamento

I ruoli professionali

D. Quali sono le figure professionali che vengono formate dai Master del CENTROSTUDI COMUNICAZIONE COGNO ASSOCIATI?

R. Il Master in Comunicazione d'Impresa forma il Communication Manager, vale a dire l'esperto pluri-specializzato nella gestione delle comunicazioni esterne ed interne di un'organizzazione. E' un professionista in grado di gestire il marketing, le ricerche di mercato, le ricerche qualitative, la pubblicità, le relazioni pubbliche, il giornalismo d'impresa e le risorse umane.
Questo ruolo consente, come si vede, un largo spettro d"applicazioni, permettendo di operare come esperto di comunicazione all'interno di aziende, di agenzie, nell'editoria e/o nella consulenza.
Il Master CREATIVO PUBBLICITARIO approfondisce il ruolo del copywriter nell’ambito delle attività dell’advertising e di tutti i relativi contatti con le altre figure e attività inerenti la Corporate Communication. La differenza tra i due programmi consiste nella specificità della preparazione. La partecipazione è riservata ai laureati ad alto potenziale, valutata mediante un’apposita selezione.
Il Master in Grafica, Art Direction e Web Design, come indica il suo titolo, forma queste tre principali figure mediante un piano di studi biennale. In particolare: al primo anno forma il   graphic designer , cioè colui che crea i logotipi, i marchi, le immagini coordinate aziendali, i progetti editoriali, il packaging e tutto quanto attiene alla progettazione della grafica applicata (che anglosassoni definiscono media-art); al secondo anno il programma prevede la formazione della figura dell' art director, colui che crea le parti visive delle campagne pubblicitarie, lavorando in coppia con il copywriter. La terza figura formata è quella del web designer, che crea la progettazione grafica e l'architettura dei siti Internet, anche con l'uso di linguaggi d'animazione. Questo pluri-professionista può operare presso studi grafici e agenzie di pubblicità, nell'editoria classica o nelle web agency.

Lavorare nella comunicazione

D. Vi è difficoltà nel trovare un'occupazione in questi campi?

R. La richiesta da parte d'imprese, associazioni e agenzie è sempre rilevante, anche se si continua a parlare di crisi. Più che di crisi bisognerebbe parlare del vero fattore di squilibrio, cioè l'enorme delta tra la domanda e l'offerta. Vi sono molte migliaia i giovani che hanno affrontato (e tanti che stanno ora affrontando) studi sulla comunicazione, pretendendo al termine di trovare occupazione in un settore che non può moltiplicarsi con lo stesso ritmo. La frustrazione che assale i giovani che hanno pensato di poter subito lavorare al termine della laurea è comprensibile ma non corretta. Nessuna organizzazione desidera farsi carico di una persona che non sa fare nulla. Ecco che l'elemento di differenziazione è dato dalla preparazione di tipo pratico. Chi sa lavorare lavora, gli altri no. Va poi aggiunto che, come in tutte le attività, dipende dalle potenzialità individuali delle persone.

Stages

D. Cosa fa il Centrostudi Comunicazione per favorire l'ingresso nella professione, una volta terminato il master?

R. Gira ai neo diplomati le richieste di stage o di assunzione (dopo un periodo di prova) che continuamente pervengono al Centro. Vi è un apposito Servizio Outplacement che rileva presso gli studenti le loro esigenze e, in base alle richieste che pervengono (per lo più da parte di ex allievi ormai bene inseriti nel lavoro) li avvia all'attività.

Cosa richiede il mondo del lavoro

D. Qual è la qualità personale più utile, la più gradita alle aziende?

R. Lo spirito d'iniziativa, che troppo spesso manca. Molti pensano ancora in termini di "posto" e non sanno che il lavoro può essere non solo "trovato", ma anche "inventato".
Può essere utile sintetizzare quanto è accaduto in una prova di selezione per un posto da assistente direzionale: il selezionatore aveva soltanto incontrato brillanti laureati tutti privi di esperienza. Il ritornello di tutti era: "Purtroppo non ho esperienza". Solo una candidata si distinse da tutti. Anziché lamentarsi ed iniziare la litania del "purtroppo" ribaltò il problema: " Fortunatamente " rimarcò "non ho esperienza , essendomi appena laureata, ma grazie a questo penso di potervi essere d'aiuto nel vedere le cose con occhi nuovi; non è presunzione. E" solo voglia di contribuire. Forse, proprio perché agli esperti certe cose appaiono ovvie grazie alla loro esperienza, possono risultare offuscati certi aspetti per effetto dell'assuefazione: io potrei esservi d'aiuto nel vedere le cose in modo nuovo proprio grazie al fatto di non avere esperienza".
Fu assunta al volo. Aveva mostrato un approccio mentale positivo, era uscita dal gregge, si era " messa in proprio".

Conoscenze informatiche richieste

D. Per iscriversi ai master bisogna essere abili con il computer?

R. Non necessariamente. Distinguiamo tra i due percorsi didattici: per il Master in Comunicazione d'Impresa occorre conoscere le nozioni di base del pacchetto office, in particolare Word e Power Point.
Se qualcuno fosse poco preparato in questo senso, lo si supporta con qualche aiuto specifico.
Per il Master di Grafica, Art Direction, Web Design avviene la stessa cosa che accade con lo studio delle lingue: chi parte da zero farà più ore, all'inizio, per mettersi al pari con chi ha già delle conoscenze. Chi ha già qualche conoscenza entra al livello Uno; gli altri iniziano dal livello Due. Sono invece, all'ingresso, considerati tutti di livello-base per gli insegnamenti di progettazione e di comunicazione.

Immagine coordinata

D. Cosa si intende per Corporate Image?

R. E' l'immagine aziendale nel suo insieme (relativa alla struttura economico-finanziaria, alla storia del gruppo, alle sue dimensioni, al profilo, ecc.) che richiede una forte attenzione al coordinamento generale di tutto ciò che viene comunicato. Una buona immagine si ottiene con comportamenti trasparenti, conseguenza di una buona brand image (immagine del nome=brand) e di una analogamente buona product image (immagine di prodotto/servizio). La personalità si comunica trasferendo al target group, nei modi appropriati, una precisa identità, non solo un'immagine. L'identità è frutto dei comportamenti reali di un'organizzazione, che a loro volta sono il risultato del successo dei prodotti e dei servizi offerti, dell'affidabilità dell'impresa, della capacità di interpretare e soddisfare le esigenze del mercato, mentre l'immagine è frutto di un incantesimo spesso solo virtuale. 
Per chi si occupa di grafica il coordinamento visivo dell'immagine è fondamentale ed è stabilito da precise norme che sono raccolte in un apposito volume, il Manuale delle Procedure Grafiche. E' indispensabile per ottenere, soprattutto nelle grandi organizzazioni, che ogni singolo stampato, annuncio, elemento cartaceo o informatico sia perfettamente coordinato con ogni altro componente in termini cromatici, di lettering e di formato.

Lingue utilizzate

D. I corsi sono solo in lingua italiana? Che livello di conoscenza dell'inglese è richiesta?

R. I corsi si tengono in italiano ed i molti stranieri presenti devono dimostrare nella selezione d'ingresso di essere in grado di conoscere l'italiano quanto basta per poter seguire il corso, ma una buona conoscenza dell'inglese è oggi indispensabile per poter lavorare nella comunicazione in una delle Regioni d'Europa, come è l'Italia, tenuto anche conto che la maggior parte delle discipline del settore proviene dagli USA, com'è per il marketing, la pubblicità, le relazioni pubbliche, le promozioni, ecc.  
Ecco quindi che molti docenti, soprattutto tra quelli che operano in strutture internazionali, usano un gergo italo-inglese (o come lo definisce Roberto Vacca: "Itangliano”) che, se da un lato danneggia la purezza della nostra lingua, dall'altro consente agli studenti di capire il gergo in uso nelle aziende. Per quanto deprecabile, la cannibalizzazione dell'inglese a danno delle altre lingue è innegabile: scagli la prima pietra chi non usa film, manager, computer, weekend, web, target, software, ecc.  Ecco così aggiungersi alla lista i vari benchmarking, copy strategy, head line, break event point, trial, loyalty, SWOT, brand, ecc. quando poi non si arriva a italianizzare i verbi, tipo briffare (da brief) downlodare (da download); bruttissimi, è vero. Ma, confessatelo, chi dice mai “pigiare il topo” al posto di cliccare il mouse?

I ruoli della pubblicità

D. Una persona che fosse attratta dalla pubblicità, cosa dovrebbe fare per operare professionalmente in questo settore?

R. Per prima cosa deve scegliere se vuole occuparsi di pubblicità come art director (quindi progettare la parte visiva delle campagne) o se intende operare come copywriter, account o come pianificatore mezzi. Nel primo caso dovrebbe optare per il Master di Grafica, Art Direction, Web Design, nel secondo per il Master in Comunicazione d'Impresa o di Creativo Pubblicitario.
E' bene chiarire ruoli e funzioni: ricordiamo per prima cosa che la pubblicità concorre a creare la preferenza di marca mediante, è un'attività basata sull'informazione del consumatore veicolata attraverso i mezzi di comunicazione di massa, compreso il web. Le agenzie di pubblicità realizzano le campagne che sono commissionate dalle imprese, definite Imprese Utenti, acquistando tempi e spazi dalle agenzie concessionarie dei mezzi.
I principali ruoli sono:

L'ACCOUNT EXECUTIVE (Contatto clienti)

E' l'esperto che tiene i contatti tra il cliente (account=conto) e l'agenzia di pubblicità. Nei confronti del cliente rappresenta tutti i servizi della struttura pubblicitaria e nei confronti dei suoi colleghi d'agenzia rappresenta il cliente. Secondo l'esperienza che possiede può ricoprire l'incarico di account assistant, junior, senior o supervisor. Deve essere un tecnico pubblicitario completo, esperto di marketing, di pianificazione dei mezzi pubblicitari, deve conoscere le tecniche utilizzate dai creativi (art-director e copywriter) dal momento che dovrà guidare il loro lavoro sostituendosi al cliente nelle riunioni interne.

COPYWRITER (redattore dei testi)

E' il "creativo" che concorre a redigere la "copy strategy" (strategia creativa o piattaforma delle azioni di comunicazione legate al messaggio da formulare) e traduce questa strategia in annunci pubblicitari o in "script", i testi per gli audiovisivi. Ha una solida cultura in campo umanistico e riesce ad impiegare il linguaggio persuasivo con assoluta padronanza.

MEDIAMAN (pianificatore dei mezzi)

Il suo compito é quello di scegliere, pianificare e acquistare i mezzi idonei alla veicolazione della campagna, quindi in linea con la strategia, positivi per l'immagine da creare e con il più utile costo-contatto in relazione al "target-group", il pubblico cui é diretta l'azione pubblicitaria. L'esperto dei "media" deve quindi essere in grado di estrapolare dalla strategia di comunicazione una serie di dati che gli consentano di redigere la strategia mezzi, in base alla quale pianificare la campagna in termini di scelta dei mezzi, del tipo di "copertura" del target group, di frequenza d'uscita dei messaggi, stilando il calendario delle uscite (questa fase è detta Media Planning) seguita dalla fase di Media Buying relativa all'acquisto dei tempi e degli spazi alle migliori condizioni, in nome e per conto del cliente. Oggi questi ruoli, in ossequio alle politiche di outsoursing (esternalizzazione dei ruoli rispetto all'agenzia) sono sempre più frequentemente attuati presso i Centri Media, che sono strutture specialistiche operanti   all'esterno delle agenzie di pubblicità per motivi di economia di scala.
Vedi links della TP (Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti) che riconosce i corsi del Centrostudi Comunicazione come sostitutivi dell'accesso all'Associazione.

Relazioni pubbliche

D. Cosa fa l'esperto di relazioni pubbliche?

R. Il Relatore Pubblico si occupa dei diversi aspetti della comunicazione di un'organizzazione, che deve essere basata sull'ascolto delle esigenze del pubblico e su di una corretta analisi d'ambiente. Deve avere la capacità di consigliare le strategie, gli strumenti, i mezzi di comunicazione idonei a stabilire relazioni con gli "stakeholders" (le personalità influenti del settore che, tra i vari Opinion Makers, hanno titolo e consapevolezza di poter influire sul raggiungimento degli obiettivi di una organizzazione) e, loro tramite, raggiungere l'opinione collettiva ai fini della creazione o del mantenimento di una positiva identità di una organizzazione. Deve tenere i rapporti con la stampa (conoscendo quindi perfettamente i meccanismi dei mass media ed il linguaggio giornalistico), curare l'editoria aziendale, cartacea e web (siti internet, house organs, news letters, monografie, relazioni annuali, bilancio sociale, ecc.), coordinare la presenza negli eventi (convegni, tavole rotonde, conferenze stampa, inaugurazioni, ricorrenze, anniversari), rappresentare gli interessi di parte presso le commissioni governative e le istituzioni (attività di lobby), tenere contatti con il mondo politico, nazionale e locale, finanziario, economico (public affair), curare i rapporti con il mondo della scuola e della cultura, ecc.
L'attività professionale è disciplinata dalla FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana per quanto riguarda le persone e da ASSOREL per quanto attiene alle agenzie. FERPI è una delle associazioni fondatrici della GLOBAL ALLIANCE for Management Communication.  Si accede all'associazione con il  superamento di un esame. Gli studenti del Centrostudi Comunicazione, che è scuola riconosciuta dalla FERPI, possono, senza esami, iscriversi alla specifica sessione di Ferpi Studenti e seguire l'attività associativa, molto ricca anche sul piano internazionale, dietro versamento di una piccola quota.
Per informazioni vedi link al sito associativo www.ferpi.it.

Giornalismo

D. Qual è la differenza tra il giornalismo d'informazione e il giornalismo di servizio ?

R. Viene definito giornalismo di servizio, o giornalismo d'impresa, l'attività d'informazione e di rapporto con la stampa svolta per conto di una organizzazione: tipico in questo senso è il ruolo dell'addetto stampa o il responsabile delle pubblicazioni aziendali e dell'editoria web. Il giornalismo d'informazione è invece il classico giornalismo basato sulla veicolazione di notizie, a sua volta suddiviso in informazione primaria (agenzie stampa come ANSA, ADN KRONOS, ITALIA, ASCA), informazione quotidiana, informazione periodica, informazione radiofonica e televisiva. E' in forte sviluppo l'editoria via Internet.

Il colloquio di selezione per l'accesso al lavoro

D. Come sostenere positivamente un colloquio di selezione?

R. Occorre operare una prima distinzione: ci sono colloqui selettivi svolti da persone al termine degli studi, quindi privi di esperienza , e colloqui sostenuti da chi un'esperienza lavorativa già la possiede. Nel primo caso, è bene ricordarsi che, sebbene in sede di colloquio si sa di venire valutati, non si tratta di un esame simile a quello scolastico: infatti non si tratta di mostrarsi preparati su nozioni o testi, bensì su quanto si è in grado di offrire all'organizzazione che opera la selezione. La prima regola, in questo caso, è: ricordarsi che non si è lì per prendere , ma per dare .

Cosa "dare"? Soprattutto dare al selezionatore la possibilità di capire perché dovrebbe scegliere voi e non altri. Quindi: mostrare spirito d'iniziativa, autonomia, forte motivazione per quella posizione.

Per chi invece ha già esperienze di lavoro, il colloquio non sarà certo il primo e quindi l'atteggiamento sarà diverso: in quel caso, il maggior interesse sarà posto, oltre a valorizzare se stesso, anche nel valutare le opportunità di carriera e di crescita professionale che la posizione offre. 
Ecco alcune regole per persuadere il selezionatore che si è la persona più adatta a ricoprire la posizione cercata:

  • informarsi sull'azienda, raccogliendo tramite Internet, tramite dei conoscenti, dai giornali, quante più informazioni possibili sull'azienda, sulla loro produzione, sui nomi del top management, sulla comunicazione svolta; anche se è piuttosto difficile, è molto utile conoscere il profilo del selezionatore con il quale si sosterrà il colloquio. In qualche caso basta farsi dare le notizie da altre persone che sono state in precedenza selezionate.
  • essere puntuali: dimostra affidabilità
  • utilizzare un amico (o anche da soli, registrandosi) per fare un role-play, cioè una simulazione del colloquio. Le domande, e quindi le risposte, sono di solito:
    1. i dati essenziali del proprio curriculum;
    2. gli studi compiuti;
    3. eventuali esperienze lavorative (anche i "lavoretti" svolti durante gli studi, che dimostrano spirito d'iniziativa);
    4. gli interessi extra-professionali: hobby, attività, passioni, competenze varie, ...;
    5. le aspettative di crescita personale e i progetti per il futuro;
    6. la motivazione nei confronti dell'azienda;
    7. essere naturali, parlare in modo sciolto e possibilmente senza marcati accenti dialettali;
    8. essere curati nell'aspetto, eleganti ma non appariscenti;
    9. non contrapporsi al selezionatore (nel tentativo di apparire grintosi) ma, solo se occorre, sostenere con determinazione il proprio punto di vista;
    10. mantenere un giusto equilibrio nel dialogo: non monopolizzare la conversazione (spesso lo si fa senza volere, per nervosismo) ma neppure apparire scontrosi;
    11. valorizzarsi senza apparire immodesti, anche ammettendo alcuni difetti;
    12. porre alcune domande, per non apparire passivi e soprattutto per ottenere le informazioni che vi servono;
    13. mostrare entusiasmo e convinzione: sono estremamente comunicativi e coinvolgenti.
    14. nella fase di ascolto "mostrare interesse": guardate in viso il vostro selezionatore annuendo con il capo quando è il caso; interrompetelo solo per brevissimi commenti rafforzativi delle sue affermazioni o per farvi precisare il suo pensiero;
    15. fare attenzione alla comunicazione non verbale. Il volto e il corpo parlano a volte più delle parole realmente pronunciate;
    16. voi dovete apparire al selezionatore un prodotto a Valore Aggiunto: allora, perché dovrebbe scegliere voi? Quale vantaggio offrite più degli altri? Pensate alla risposta prima del colloquio e provatela nella registrazione più volte. Se fosse vero che non avete nessuna caratteristica in più degli altri, il selezionatore sarebbe corretto e professionale se vi scartasse a vantaggio di chi vale più di voi, nell'interesse dell'impresa;
    17. senza apparire troppo impazienti nei confronti del risultato dell'intervista, chiedete comunque quando si potrà conoscere l'esito della selezione.
Contatti | Cerca nel sito | Torna all'inizio della pagina