Il corso di sceneggiatura cinematografica

Margherita Bruno

Nell’anno accademico 1981 Margherita Bruno, con la preziosa collaborazione di Ettore Scola, Gigliola Fantoni e Agenore Incrocci (Age), diede sfogo alla sua passione per il cinema e avviò il corso di Sceneggiatura Cinematografica con l’assistenza di Annalisa Cogno.

La conoscenza tra Margherita Bruno e Gigliola Fantoni Scola era nata durante gli studi delle loro figliole nella scuola media di via India, a Roma: in quella sede le famiglie degli studenti, provenienti dalle scuole sperimentali montessoriane, formarono una specie di gotha culturale della capitale, con quasi tutto il mondo del cinema presente. L’idea di creare un laboratorio di scrittura per il cinema vide Gigliola Fantoni splendidamente attiva e formò un gruppo di docenti senza pari. Il corso biennale, suddiviso in cinque aree, seguiva questo programma di studio:

Per conoscere il cinema

  • Esercizi di scrittura preparatori alla stesura del soggetto, del trattamento e della sceneggiatura.
  • Esercitazioni scritte tendenti allo studio analitico dei personaggi, delle situazioni, degli ambienti e dei dialoghi.
  • Il testo radiofonico: progetto per una trasmissione radio.

Per scrivere il cinema

  • Il linguaggio cinematografico
  • Rapporto tra i ruoli: sceneggiatore/regista/pubblico.
  • L’industria del cinema: organizzazione e produzione. Dall’idea alla copia campione.
  • Incontri con il cinema: registi, sceneggiatori, direttori della fotografia, direttori di produzione, ecc.
  • Cinema e TV: analogie e differenze.

Tecniche di sceneggiatura

  • I segreti del mestiere: come nasce un film, lo spunto, l’idea, il soggetto.
  • Dal soggetto alla sceneggiatura: il trattamento.
  • L’architettura nascosta di un film scritto
  • Le macchine del racconto cinematografico.
  • La ricerca e il dosaggio degli effetti.
  • La tecnica del “risvolto”.
  • I personaggi e i caratteri: ricerca e costruzione.
  • I ritmi e i tempi cinematografici.
  • I dialoghi.
  • Il titolo.
  • La post-sceneggiatura.
  • Il doppiaggio.
  • La fraseologia professionale.
  • Il rapporto tra lo sceneggiatore e gli “altri” del film.
  • Discussione collettiva di soggetti originali.
  • Progettazione, scrittura, correzione e stesura finale di una sceneggiatura.

Perfezionamento

  • Costituzione di gruppi di lavoro per l’elaborazione di sceneggiature cinematografiche, radiofoniche, televisive su soggetti originali prodotti durante il corso.

Visite a

  • Stabilimento di sviluppo e stampa
  • Cinefonico (doppiaggio, montaggio, mixaggio)
  • Set cinematografico.

Enrico Cogno, Lisa Cogno ed Ettore Scola

Enrico Cogno, Lisa Cogno ed Ettore Scola

Nei vari anni offrirono i loro preziosi interventi didattici i più importanti personaggi del cinema italiano: Giorgio Arlorio, Pupi Avati, Nicola Badalucco, Guglielmo Biraghi, Suso Cecchi D'Amico, Vincenzo Cerami, Raimondo Crociani, Luigi Comencini, Franco Committeri, Damiano Damiani, Piero De Bernardi, Ennio De Concini, Peter Del Monte, Leo Benvenuti, Claudio G. Fava, Beppe Ferrara, Jaja Fiastri, Vittorio Gassman, Bruno Garbuglia, Franco Giraldi, Ugo Gregoretti, Sergio Leone, Enrico Lucherini, Luigi Magni, Citto Maselli, Gianni Minervini, Mario Monicelli, Giuliano Montaldo, Enrico Montesano, Luciano Odorisio, Valerio Orsini, Biagio Proietti, Claudio Ragona, Francesco Rosi, Giorgio Scotton, Alberto Sordi, Luciano Tovoli, Massimo Troisi, Florestano Vancini, Enrico Vanzina, Carlo Verdone, Lina Wertmuller e Bernardino Zapponi.

Alberto Sordi con Age durante una lezione al Centrostudi

Alberto Sordi con Age durante una lezione al Centrostudi

Il corso di Cinema Sceneggiatura durante una visita esterna, nella pausa di un film

Il corso di Cinema Sceneggiatura durante una visita esterna, nella pausa di un film.
Alcuni degli allievi del corso con Ettore Scola, Gigliola Fantoni e Massimo Troisi.

Alcuni allievi del corso di sceneggiatura durante una lezione

Alcuni allievi del corso di sceneggiatura durante una lezione: da sinistra a destra, sullo sfondo, Gigliola Fantoni Scola, Margherita Bruno e Annalisa Cogno.

Giuliano Montaldo nel corso di una sua lezione

Giuliano Montaldo nel corso di una sua lezione. Sotto, Florestano Vancini in una delle aule della sede di via Arco dei Tolomei.

Florestano Vancini

Molti degli sceneggiatori nati in quelle aule sono oggi autori, registi e aiuto registi di successo.

Ecco una piccola parte delle prestazioni professionali più significative svolte da loro in quegli anni. L’elenco non ha certo la pretesa di essere esaustivo.

Silvia Scola, già attiva come autrice di una serie di radiodrammi “gialli” in onda su RAI Uno, fu all’epoca inserita con Sandro Rossetti, Fulvio Ottaviano e Beatrice Ravagnoli

nello Studio EL, creato da Ettore Scola e Luciano Riccieri nel 1985. Le lettere EL erano le iniziali dei due fondatori. Lo studio aveva realizzato, con la supervisione di Vincenzo Cerami e la regia di Scola, l’adattamento di “Capitan Fracassa”.

Con quel gruppo di lavoro venne realizzato inoltre, con la collaborazione di Franco Bernini, “Piazza Navona”, un insieme di sei cortometraggi per RAI Uno destinati ad altrettanti registi esordienti.

Il gruppo dello Studio EL realizzò inoltre “Roma”, romanzo televisivo in 13 puntate, per la regia di Luigi Magni.

Beatrice Ravaglioli e Silvia Scola scrissero in quel periodo la sceneggiatura del film di Ettore Scola ”Che ora è”. 

Franco Bernini scrisse “Notte Italiana”.

Salvatore Marcarelli fu aiuto regista di Pupi Avati in “Regalo di Natale”.

Vittorio Dalle Ore lo fu, per Kurosawa, in “Ran”.

Massimo Caviglia e Stefano Di Segni realizzarono il testo e i disegni di Lupo Solitario, una serie di rivisitazioni di film di vario genere (western, fantascienza, horror) in onda su Italia 1 tutti i giovedì con puntate di 5 minuti l’una.

Giambattista Avellino e Alberto Consarino scrissero, con la collaborazione dello sceneggiatore Alessandro Continenza, i testi per la trasmissione “Zig Zag” di Raimondo Vianello Sandra Mondaini per Canale 5.

Elena Droni e Beatrice Ravagnoli collaborò con Beppe Ferrara alla stesura della sceneggiatura de “La posta in gioco” (Il caso Fonte: assassinio di una donna a Nardo-Lecce, 31 marzo 1984).

Renata Crea e Simona Cancellara scrissero “Il dono di natura”, monologo teatrale per la rassegna “Assolo, attori in cerca di autori” nell’ambito del progetto Platea Estate 86.

Inoltre Renata Crea fu attiva nella redazione di “Eccoci qui siam donne” per GBR e fu aiuto regista di Ennio Coltorti nello spettacolo teatrale “La stazione”.

Roberto Giannarelli scrisse il libro “Qui comincia l’avventura”.

Carola Susani e Mara Folini furono aiuto registe di Biagio Proietti in “Puro Cashmere”.

Sibilla Barbieri scrisse, con Maurizio Simonetti e Lorenzo Castellano, la sceneggiatura di due film per Canale 5, “Il ritorno di fiamma”.

Terminato il corso, Fulvio Ottaviani si dedicò alla regia dirigendo un film che ebbe un notevole successo: “Cresceranno i carciofi a Mimongo?”

Anni dopo, Luca Manfredi, con la collaborazione di Dido Castelli, entrambi brillanti allievi del corso di sceneggiatura, hanno dato vita a un film per la televisione “In arte Nino” che Luca ha diretto in omaggio al suo indimenticato padre Nino Manfredi. 

Il 20 dicembre del 1989 gli ex allievi dei corsi di cinema sceneggiatura ricevettero un premio per meriti culturali dall'Assessore di Mirabella Eclano nel corso della quinta edizione del festival "Scrivere il Cinema", presieduto da Michele Placido. La targa venne consegnata da Richard Price (sceneggiatore di "Il colore dei soldi" e di "Life Lessons-New York Stories" per la regia di Scorsese), presenti Margherita Bruno, Enrico Cogno, Florinda Bolkan, Manuel De Sica e Michele Placido.

A partire dal 12° Anno Accademico della scuola, il corso di sceneggiatura vide l’ingresso di Nicola Badalucco quando Age dovette lasciare l’attività per motivi di salute. Badalucco (nomination all’Oscar per “La Caduta degli Dei”, “Morte a Venezia”,  collaborazione alla stesura de “La Piovra” e moltissime altre opere di grande livello) era membro della Accademy of Motion Picture Art and Scene.

Erano anni in cui a Roma il cinema viveva momenti molto difficili. A differenza di quanto accadeva con gli altri corsi della scuola, il corso di sceneggiatura non riusciva a collocare i propri diplomati al termine del corso. Fu per questo motivo che la direzione ritenne opportuno ritenere conclusa quell’esperienza formativa, con rammarico, ma in omaggio al concetto che dei corsi privati, a pagamento, non potevano proseguire l’attività se rischiavano di causare un’illusione di attività professionale, senza che avesse un seguito nella realtà. 

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